
È ora di staccare la spina. Di ritemprare fisico e mente in vista di un ultimo quadrimestre che si prospetta tanto interessante quanto impegnativo
Arriviamo da un lungo inverno professionale, caratterizzato sia dal persistere della recessione economica sia dal caos prodotto dalla manifesta crisi sistemica generatasi dal coincidente momento di evoluzione globale di sistemi di servizi e di standard collaterali.
Momenti come questi generano per alcuni un humus sul quale elaborare strategie e innovazioni.
In matematica, in fisica e in economia esiste un vero e proprio processo denominato “teoria del caos”, elaborato dal metereologo Edward Lorenz (recentemente scomparso) secondo il quale, metaforicamente, un battito di ali di una farfalla in Brasile avrebbe potuto provocare un tornado in Texas.
Tre sono i fattori scatenanti la teoria del caos: la variazione delle situazioni iniziali, l’imprevedibilità e l’innovazione. Questa teoria è stata oggetto di molti studi in vari settori e spesso è applicata anche in ambiti economici e commerciali.
Riflettendo sull’attuale mercato, ritengo che i presupposti per valutare l’applicabilità della teoria del caos a questo nostro momento economico/immobiliare ci siano tutti.
Dall’interpretazione di tutte le variabili, i più virtuosi, coraggiosi e intraprendenti iniziano a costruire processi professionali evolutivi che potrebbero segnare il cambiamento.
Qualcosa si sta muovendo, anche se lentamente.
I primi due quadrimestri sono stati contrassegnati dalla presa di coscienza della maggior parte degli agenti immobiliari della necessità di effettuare qualche cambiamento, anche se non è ancora chiara la direzione verso la quale rivolgere.
Siamo nel pieno del “caos”, ognuno ha una sua ricetta, ognuno ha la sua visione ... qualcuno inizia a osare qualche attività.
Questo è un buon segno! ... si comincia a uscire dall’immobilità!
Mi viene in mente una citazione portata in aula dal collega formatore Livio Sgarbi che testualmente ha recitato “O SI CRESCE ... O SI MUORE”.
Molto dura è vero, ma altrettanto reale. In natura nulla rimane mai fermo, a meno che non sia morto. Una vita non è mai ferma, o cresce o è morta ... un’azienda, così come una professione, non può mai rimanere immobile, altrimenti la dinamicità del mercato la uccide. E allora? La morale qual è?
Riposiamoci per affrontare una chiusura di anno propositiva e costruttiva. Sarà probabilmente faticoso e difficile ma, alla fine, sono certo che dal caos usciranno una o più attività destinate a segnare l’evoluzione.
Ora però, è il momento di staccare la spina e goderci un meritato riposo.
E, per quanto mi riguarda, mi metterò in modalità “MLS Ri-generation”

Raffaele Racioppi