lug 11

 

Il mestiere sta cambiando, così come il contesto in cui si svolge. Ma l’identikit del nuovo professionista è ancora in divenire, perché vanno chiarite con precisione le esigenze cui deve saper rispondere

 

Non è semplice azzardare previsioni in un momento come quello attuale, in cui, oltre alla rinomata crisi dei mercati, si è aggiunta la variabile della crisi sistemica (o generazionale), derivata da cambiamenti destinati a segnare la fine di un ciclo. 

Un capitolo va dedicato alla tecnologia e, in particolare, agli strumenti di accesso al web, che oggi permettono un’accessibilità illimitata che, sotto il profilo operativo, significa efficienza ed efficacia

Per avere un quadro più completo bisognerà poi imparare a conoscere anche il lato meno noto di internet. Se dovessimo fare un semplificazione estrema nel descrivere cosa è il web oggi, potremmo dire che si tratta di un immenso contenitore di dati e di informazioni. Informazioni alle quali oggi è facile e poco costoso accedere. Dati che da una parte possono favorire la disintermediazione, ma che si rivelano anche molto utili all’agente immobiliare. Come, per esempio, i programmi che effettuano ricerche di immobili in vendita differenziandoli tra quelli immessi sul mercato da privati, quelli proposti da agenzie o quelli provenienti da aste immobiliari. Oppure i dati che indicano le quotazioni di una specifica zona o ancora quelli sulle richieste specifiche su immobili da acquistare.

Con queste premesse, sembrerebbe molto semplice identificare un futuro altamente tecnologico, ma attenzione, non credo che internet sarà il solo  elemento che distinguerà l’agente immobiliare di domani... anche se forse questo domani è già arrivato.

Il fattore competenze e la qualità del servizio, innanzitutto, segneranno sempre la differenza. E un elemento che sta segnando sempre più una grande linea di demarcazione  è la capacità di tessere relazioni professionali con altri colleghi. 

Giorni fa mi sono fermato a riflettere su una legge di mercato che dice che “chi ha i dati ha il potere, ma chi ha le relazioni fa il business”. Ecco, a mio parere, questa sarà una variabile che farà la differenza: la capacità di tessere collaborazioni con altri colleghi. Chi più ne creerà, più potenzialità di business avrà.

Ma per concludere questa velocissima e superficiale analisi mi piace fare un'ultima riflessione. Un capitolo sostanziale per analizzare il futuro della professione è quello relativo all’inserimento di nuovi collaboratori. Credo infatti che gli agenti immobiliari debbano dare il via a un processo di “rinfrescamento” dell’organico, che potrebbe essere innescato “anche” attraverso l'inserimento di giovani collaboratori da avviare alla professione. 

I giovani hanno da sempre portato in tutti i campi una ventata di novità e sono spesso stati il motore che ha attivato e decretato il successo di una trasformazione. Una nuova generazione, che sa interpretare correttamente gli strumenti e le opportunità che derivano dal nuovo, senza essere condizionata da usi e consuetudini resi inamovibili dall’abitudine. 

Opportunamente miscelato con l'esperienza e la competenza di professionisti esperti, questo potrebbe realmente portare all'agente immobiliare della nuova generazione.

A proposito di questo punto, sento spesso parlare della difficoltà oggettiva per la selezione di nuovi collaboratori e all’inserimento di nuove figure all’interno dell’agenzia dedicheremo prossimamente un articolo specifico. 

Quanti, però, hanno affrontato il tema riflettendo su come sia possibile rendere davvero interessante questa professione per i giovani?

 


Raffaele Racioppi


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