
I processi di mutazione nel mondo dei servizi sono un’attività di pensiero che perfeziona un percorso, rendendolo più efficiente e più utile. E gli standard sono la base di ogni cambiamento
L' innovazione fa parte di una precisa categoria di parole quali: progresso, modernità, crescita economica, tecnologie ecc. In realtà, il termine “innovazione” potrebbe essere riportato al concetto di “cambiamento associato alla gestione di più conoscenze”.
L'innovazione può essere la consapevolezza che tutto cambia in continuazione e che noi dobbiamo per forza continuare a essere protagonisti nella nostra professione e interagire con il cambiamento, utilizzando in modo efficiente le nuove conoscenze che vengono immesse nei vari ambienti, da quello personale a quello professionale.
Anziché appartenere alla categoria degli inseguitori, che subiscono il cambiamento, dovremmo aspirare a far parte degli inseguiti, nel senso che potremo ambire ad avere energia sufficiente per condurre il cambiamento.
In sintesi, possiamo dire che l’innovazione è la conduzione del cambiamento, utilizzando al meglio le conoscenze; con parole ancora più semplici, potremmo dire che innovare è fare una cosa in maniera diversa senza stravolgerla completamente.
Data per buona questa definizione, possiamo anche dire che innovare è cosa ben diversa da “inventare”, che invece comporta il concetto di una nuova creazione. Precisazione, questa, che ci serve semplicemente per evidenziare le possibili fasce di rischio professionale che potrebbero derivare da un diverso approccio ai due termini, dato che l’innovare non stravolge ma integra, mentre l’inventare (in genere) cambia radicalmente una situazione.
Un ultimo chiarimento prima di riportare tutto sul piano professionale specifico dell’immobiliare, dobbiamo darlo al concetto di standard. Lo standard può essere definito come una norma, un modello di riferimento al quale eventualmente allinearsi e uniformarsi e di cui si conoscono le dinamiche operative e gestionali. Lo studio di uno standard affermato semplifica molto l’eventuale processo innovativo, riducendo, qualora si voglia o prenderne spunti o allinearsi, i tempi per la resa operativa dell’innovazione stessa.
Ma ora veniamo al mondo immobiliare, per dare un senso a questa scansione delle parole, che segue una linea intrapresa già da qualche articolo dove ci siamo soffermati a valutare con attenzione l’uso dei giusti termini, al fine di avere una visione chiara della situazione e poter apportare i giusti correttivi (come è successo quando abbiamo elaborato la corretta definizione della crisi attuale confrontando gli aggettivi per essa utilizzati cioè “economica” e “sistemica”).
Indubbiamente, è arrivato il momento di fare qualcosa per uscire dall’immobilismo in cui la professione di agente immobiliare è venuta a trovarsi. Sono anni, ormai, che ripetiamo schemi e operatività senza soffermarci a valutare i cambiamenti sociali, commerciali, imprenditoriali e tecnologici che hanno generato nuove necessità e aspettative sia nei mercati sia nei nostri clienti.
Molti sono gli ambiti verso cui potremmo indirizzare lo sguardo parlando di innovazione: legislativo, associativo, tecnologico. Personalmente, ho dedicato gli ultimi anni a perfezionare la conoscenza di un metodo operativo/concettuale legato alla collaborazione e alla condivisione dei portafogli immobiliari.
A tal proposito, devo fare anche una precisazione: tale processo può ormai essere definito innovativo in pochissimi paesi (tra i quali l’Italia), dato che parliamo probabilmente dell’unico standard operativo talmente riconosciuto a livello internazionale per la professione da avere addirittura un organo associativo (Realtor), che controlla, aggrega e regolamenta.
Questa precisazione ci è utile anche perché porta se con la possibilità di studiarne dinamiche ed effetti, evitando tante sperimentazioni che alla fine portano a perdite di tempo e a errori. La possibilità di studiare e confrontarci con dati reali è eccellente e necessaria, particolarmente in un periodo come questo, in cui meno tempo si perde e meglio è.
Su questi argomenti torneremo nei prossimi articoli, ma prima di chiudere vale la pena di riassumere i concetti sui quali è necessario riflettere maggiormente:
1) la crisi è sistemica e non solo economica;
2) innovare non significa inventare;
3) gli standard sono un’infinita fonte di dati da studiare;
4) è giunto il momento di fornire ai nostri clienti servizi più efficaci e più efficienti.

Raffaele Racioppi