
È una sorta di listino informatico di immobili che consente agli operatori di mettere in comune informazioni e guadagni utilizzando la rete informatica. Ma rappresenta anche una nuova metodologia di lavoro che sta trasformando la professione dell’agente immobiliare
MLS è la sintesi di Multiple Listing Service. In parole semplici, si può dire che è un “listino” di immobili che gli agenti immobiliari condividono con altri colleghi, creando un business comune. Si tratta di una piattaforma tecnologica che consente agli agenti immobiliari di cooperare tra loro, condividendo dati, opportunità e guadagni. Un’innovazione tecnologica, ma anche culturale, in un paese in cui la cooperazione tra soggetti diversi, almeno negli ambiti di business, non è sempre all’ordine del giorno. Per saperne e capirne di più, Attico.it ne ha parlato con Raffaele Racioppi, che opera in questo settore da 10 anni.
Signor Racioppi, ci spieghi in due parole che cos’è l’MLS.
In pratica, è due cose: da un lato, una piattaforma tecnologica utilizzabile via internet; dall’altro, una metodologia di lavoro, che in gran parte del mondo ha fissato uno standard operativo nella professione di agente immobiliare, trasformandolo di fatto nel vero e proprio consulente personale.
Ha qualcosa a che vedere con il franchising ?
No. Anzi le piattaforme MLS sono assolutamente “no brand”. Siamo più vicini, in realtà, all’idea di un pacchetto web nell’ottica di “Strumento” per operatori del settore, quello che tecnicamente viene definita un’applicazione B2B. Proporre l’MLS come un brand è un errore sostanziale. L’analisi storica delle piattaforme più diffuse ci dice che le piattaforme di successo sono sempre state indipendenti. Al contrario le piattaforme che nascono da qualche marchio hanno sempre creato diffidenza e si sono limitate ad essere la piattaforma del gruppo. Su una piattaforma moderna si collabora con chi si vuole, al massimo si può avere la possibilità di crearsi un “canale interno dedicato” (per marchio, associazione di categoria, conoscenza ecc.) a prescindere dal brand.
Quale è oggi la diffusione dell’MLS?
In tutti i paesi evoluti è ormai lo standard operativo, in particolar modo negli Stati Uniti, dove è nato circa 100 anni fa (naturalmente non in forma tecnologica evoluta) e dove ad oggi si contano oltre 1.000 piattaforme MLS con oltre 400 mila agenti immobiliari aderenti. In Europa, i primi esperimenti risalgono alla fine degli anni ’90, concentrati particolarmente in Olanda e nei Paesi Nordici. Anche in Europa, comunque, sta diventato lo standard operativo.
Un’innovazione per l’Italia?
Innovazione vera e propria non direi, visto che a partire dal 2002/2003 ci sono stati vari tentativi più o meno riusciti di operatori italiani ed esteri, i quali nell’ottica, propria dell’MLS, della ricerca di nuovi mercati sono venuti in Italia alla ricerca di nuove collaborazioni. Ma non si può ancora parlare di uno standard operativo affermato, diffuso e completamente accettato nel nostro paese.
Perché sino a oggi l’MLS non ha avuto grande successo in Italia?
I motivi sono vari. Innanzitutto, un progetto importante dovrebbe essere presentato quando ci sono delle reali necessità di mercato e non in quello di massimo boom di quel settore, come successo negli scorsi anni. Poi il fatto che solo di recente la connessione alla rete è diventata economicamente accessibile e diffusa in linea veloce su tutto il territorio. Poi per l’aspetto legislativo/regolamentare molto diverso da quello vigente negli Stati Uniti, dove il mercato della compravendita degli immobili è quasi tutto gestito dagli agenti immobiliari e dove da sempre la condivisione degli immobili e la collaborazione con altri agenti è lo standard, mentre l’intermediazione come la intendiamo noi rappresenta l’occasionalità. Ci sono altri motivi non meno importanti di quelli sino ad ora elencati tipo le regole troppo rigide imposte dai titolari delle piattaforme sino ad ora presentate, gli agenti immobiliari italiani sono dei professionisti che in una prima fase vogliono testare l’idea scegliendo con chi condividere e cosa condividere. Una piattaforma che stimoli tale diffidenza dovrebbe essere sviluppata nell’ottica dei social network dove poter scegliere o addirittura invitare altri operatori e dove poter “cancellare” i non graditi. Infine non ci si è molto preoccupati di curare il lato formativo per diffondere la “Filosofia della Condivisione”. Nonostante tutti questi argomenti di critica, però, sento sempre più parlare di MLS e di condivisione, e questo è un dato di fatto!
Quali sono i vantaggi per chi usa questa piattaforma?
I vantaggi economici derivanti dall’uso di una buona piattaforma MLS “per chi la conosce e la sa utilizzare” sono molti e indubbi. Operare in condivisione moltiplica le opportunità di business. Il problema è che gli agenti immobiliari italiani sono storicamente “individualisti”, quindi non abituati a dividere i loro compensi. In sostanza individuano nei colleghi solo dei concorrenti e non ancora una reale opportunità di business. Per questo sostengo che un MLS per avere successo in Italia dovrebbe essere offerto per un periodo in test durante il quale verrà fornita formazione e informazione sulla corretta modalità d’uso.
In sostanza, come vede l’MLS in Italia?
L’MLS sono certo sarà lo standard del futuro anche da noi. Il settore immobiliare sta vivendo il più grande momento di crisi degli ultimi 20 anni. Questo genera attenzione da parte degli operatori verso qualsivoglia novità. L’agente, oggi, è nella condizione ideale per valutare e assorbire innovazioni. Il mercato italiano potrebbe ritrovare proprio nell’MLS lo strumento per ripartire. Questo è il momento di offrire agli operatori italiani uno strumento conforme agli standard mondiali ma personalizzato per le esigenze degli operatori italiani.

Raffaele Racioppi